RAPPORTI CON L'ITALIA

L’Italia occupa il sesto posto tra i partner commerciali dell’Ungheria, dopo la Germania, l'Austria, la Slovacchia, la Russia e la Francia. L'Italia è il 15 ° investitore in Ungheria in termini di investimenti diretti esteri. In base ai dati del 2014 della Banca Nazionale d’Ungheria l’investimento diretto di capitale italiano era pari a 705.900.000 euro. L’Ungheria importa in maggior parte prodotti alimentari, macchine, veicoli stradali, apparecchi meccanici e prodotti agricoli.

MOTIVI PER INVESTIRE

L’Ungheria si trova nel cuore dell’Europa, il che la rende ottimale per la manifattura e la logistica. È la location ideale per gli investitori che vogliono sviluppare un business internazionale. L’Ungheria offre agli investitori alta capacità ed educazione della forza lavoro soprattutto nel settore IT, farmaceutico, economico, matematico e fisico. In Ungheria lo stipendio medio è più basso e le ore di lavoro/anno sono superiori rispetto alla media degli altri Paesi dell’Unione Europea e il 90% degli studenti parlano l’inglese.

INVESTIRE NELL'INDUSTRIA

L’industria dell’Automotive è senza altro il settore chiave della economia ungherese. Solo nel 2015 le quattro fabbriche di automobili (Audi, Mercedes, Opel, Suzuki) hanno dato lavoro a 2.600 nuovi impiegati, arrivando ad un totale di 17.400 dipendenti. L’industria elettronica è la seconda industria ungherese e rappresenta il 16% della produzione industriale e il 12% dell’export. Nell’industria elettrodomestica, la terza, sono presenti tutti le grandi marche internazionali le sia come produttori sia come venditori o rappresentanze sul mercato ungherese.

SVILUPPO INFRASTRUTTURALE

Anche l’Ungheria, come gli altri Paesi dell’UE, sviluppa progetti con finanziamenti europei in tanti settori come: autostrade, ferrovie, ristrutturazione e valorizzazione del patrimonio culturale e sviluppo rurale con particolare rilievo del settore alimentare e agricolo. A Budapest si stanno sviluppando vari progetti come l’ammodernamento dei viali e delle strade, costruzione di piste ciclabili e sviluppo della navigazione sul Danubio.